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Parità di Genere nello Sport: Come Raggiungerla

parità di genere nello sport
NEW YORK, NY - SEPTEMBER 03: Daria Gavrilova and John Peers of Australia reacts during their Mixed Doubles First Round match against Alexandra Dulgheru and Florin Mergea of Romaniaon Day Four of the 2015 US Open at the USTA Billie Jean King National Tennis Center on September 3, 2015 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City. (Photo by Alex Goodlett/Getty Images)

La parità di genere nello sport tra uomo e donna, così come in tutti gli altri settore della vita quotidiana, è una strada che sembra essere ancora lunga. Il sesso femminile, infatti, seppur sembrano esserci le miglio intenzioni, è spesso costretto a stare un passo indietro rispetto ai colleghi uomini. E questo, come detto, si verifica anche nello sport che, invece, dovrebbe essere uno dei settori in cui non ci dovrebbero essere differenze, né di religione, colore della pelle, città natale ma anche genere. 

Invece, come vedremo anche a breve, non solo ci sono differenze, ma queste sono davvero ampie e da quanto si intuisce, il tempo per ricomporre questa frattura è ancora molto lungo. E si dimostra sia per la copertura mediatica degli eventi, la diffusione delle scommesse, gli stipendi e non solo. Anzi, nel corso di questo articolo inizieremo a parlare della mancata parità di genere dello sport a partire dalle posizioni di potere ai vertici delle varie federazioni nazionali 

Cos’è la Parità di Genere?

Prima di tutto, bisogna iniziare a capire di cosa stiamo parlando. Per parità di genere, si intende una condizione che riesce a mettere uomini e donne sullo stesso piano. In questo possono avere entrambi le stesse possibilità. Ad esempio, ai vertici di una federazione potrebbe esserci una consiglio direttivo. Quindi, ci si aspetta che il numero di donne e di uomini sia pressoché identico. In tanti casi, però, non è così e gli uomini sono sempre in numero nettamente maggiore. 

Questo capita anche quando si parla di stipendi, ma di questo ne parleremo anche dopo. 

Parità di Genere nello Sport: Le Posizioni di Potere

Come accennato nel paragrafo precedente, in questo ci soffermeremo su quello che succede ai vertici delle federazioni sportive europee. E, cioè, quanti sono gli uomini e le donne che ricoprono ruoli di potere. Ovvero quanti sono presidenti, vice presidenti, fanno parte del consiglio direttivo e così via. Per farlo useremo i dati forniti dall’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere, che sono riferiti al 2015. Sono passati, quindi, alcuni anni dal momento in cui è stata realizzata questa ricerca, ma la situazione è comunque cambiata di poco. Durante lo studio, poi, sono state analizzate le posizioni più importanti all’interno dei Comitati Olimpici Nazionali dei Paesi che compongono l’Unione Europea. 

E la situazione che emerge non è certamente confortante. Basta pensare che parliamo 28 paesi e che nel 2015, solo il 4% dei presidenti era di sesso femminile, contro il 96% maschile. Già è un primo dato esaustivo, ma proseguiamo per avere più numeri a nostra disposizione. 

Per quanto riguarda il ruolo di vicepresidente, ci fermiamo ad un 9%. Tra i membri del consiglio direttivo, invece, si arriva al 15%. La percentuale più alta, invece, che comunque è pari al solo 22% arriva dal ruolo di Direttore o Segretario generale. 

Sono quindi dati incontrovertibili e dimostrano che nello sport, a livello dirigenziale, non c’è alcun tipo di parità di genere. 

I Dati delle Nazioni

La media del rapporto tra uomini e donne nelle posizioni di potere è quindi del 14%. Ci sono ovviamente delle eccezionali, sia in ambito negativo che positivo. In Polonia e Cipro, ad esempio, la presenza di donne è davvero ai minimi termini con percentuali molto vicine allo 0. 

D’altro canto, però, fanno ben sperare i percorsi intrapresi da Francia, Finlandia e Olanda con percentuali molto alte, almeno rispetto alla media, anche se comunque ben al di sotto della zona di equilibrio di genere. Con questa espressione, infatti, ci riferiamo ad una forbice di percentuale tra il 40 e il 60%, ovvero un numero pressoché in equilibrio senza alcuno strapotere di un genere rispetto ad un altro. Solo la Serbia riesce a superare la quota del 40%, diventando quindi capofila di un’Europa in cui si parla quotidianamente di parità di genere nello sport. 

Sport da Donne e Sport da Uomini 

Uno dei motivi per cui è difficile raggiungere la parità di genere nello sport sta nel fatto che molte persone credono ancora che ci siano degli sport da donna e altri da uomini. Ballo e pattinaggio artistico? Sicuramente sport da donna per loro, e mai un uomo dovrebbe scendere in campo e gareggiare in queste discipline, ma succede lo stesso con hockey e calcio che, ad esempio, vengono considerati territorio maschile. E questo modo di pensare influisce davvero sui due settori. 

Un caso esemplare è quello del calcio, sport in cui ormai ci sono migliaia di donne in tutta Italia che giocano. Ci sono campionati nazionali e coppe europee. Ad esempio ci sono le scommesse calcio Champions League femminile. Ma, a dir la verità, la distinzione tra i due genere sembra estremamente netta. 

Le donne, infatti, non hanno la stessa copertura mediatica, le gare sono poco seguite, e di stipendi alti neanche a parlarne. Forse solo in alcuni paesi sembra muoversi qualcosa, come l’America o i paesi scandinavi, dove il movimento di calcio femminile è in fase avanzata rispetto a quello degli altri paesi. E se questo vale per il calcio, figuriamoci cosa succede negli altri sport, come il basket e il rugby. 

Come detto, in America il mondo del calcio femminile è ben strutturato ma ci sono ancora delle nette differenze nonostante parliamo, comunque, di uno sport non ancora pienamente diffuso. Nel basket, ad esempio, il modo di concepire i settori è decisamente differente. Basta considerare che le giocatrici migliori della lega nazionale, durante la fase di riposo stagionale del campionato americano sono costrette a trasferirsi in Europa o in altri parti del Mondo per giocare con altre squadre e guadagnarsi lo stipendio. 

Conclusione 

Raggiungere la parità di Genere, quindi, sembra essere un percorso ancora tortuoso. Per riuscirci, però, è necessario che le generazioni di oggi riescano a dare il buon esempio a quelle di domani, e per farlo bisogna investire sulla cultura e sulle scuole, dando prova di come donne e uomini siano assolutamente uguali. 

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