Macau non è sempre stata la città dei grandi resort, delle luci accese a ogni ora e dei casinò frequentati da visitatori provenienti da tutta l’Asia. Per molti anni è stata soprattutto un piccolo territorio portoghese, legato al commercio e ai collegamenti con Hong Kong. La sua trasformazione porta inevitabilmente a un nome: Stanley Ho.
Definirlo soltanto proprietario di casinò non sarebbe corretto. Il gioco era il cuore dei suoi affari, ma intorno aveva costruito una rete composta da alberghi, traghetti, immobili e servizi turistici. Il cliente non arrivava semplicemente a un tavolo da baccarat: entrava in un sistema che cercava di accompagnarlo durante l’intero soggiorno.
Il successo, però, non gli è stato consegnato dalla famiglia. Ho è cresciuto in un ambiente privilegiato, ma ha conosciuto presto anche il peso di una crisi economica.
Dalla Ricchezza Familiare alla Crisi
Stanley Ho è nato a Hong Kong il 25 novembre 1921. La sua famiglia, di origine eurasiatica, aveva legami con importanti ambienti finanziari e commerciali. Durante l’infanzia non gli mancava nulla, almeno fino a quando alcuni investimenti sbagliati hanno distrutto gran parte del patrimonio.
Il cambiamento è stato improvviso. Il padre ha lasciato Hong Kong e la famiglia ha dovuto ridimensionare il proprio stile di vita. Per Ho, ancora molto giovane, non restavano molte alternative: doveva studiare e cercare di costruirsi una posizione senza contare sulle vecchie conoscenze.
Nel 1941, durante l’occupazione giapponese di Hong Kong, si è trasferito a Macau. Grazie alla sua conoscenza del cinese, dell’inglese e del portoghese ha trovato lavoro presso una società commerciale e, grazie alla capacità di negoziare, ha accumulato il primo capitale.
La Concessione che Ha Cambiato Macau
La vera svolta è arrivata all’inizio degli anni Sessanta. Il governo portoghese voleva riassegnare la concessione esclusiva per la gestione del gioco d’azzardo. Ho, perciò, ha deciso di partecipare alla gara insieme a un gruppo di imprenditori, tra cui Henry Fok, Teddy Yip e Yip Hon.
È nata così la Sociedade de Turismo e Diversões de Macau, anche conosciuta come STDM. Nel 1962 la concessione è stata assegnata alla società e da allora, il nome di Stanley Ho ha iniziato a confondersi con quello della stessa Macau.
La logica del progetto era piuttosto concreta. Senza collegamenti rapidi e alberghi adeguati, la città avrebbe attirato pochi visitatori. Bisognava quindi intervenire sull’intera esperienza, non soltanto sulle sale da gioco.
Il Lisboa e un Nuovo Modo di Vivere il Casinò
Nel 1970 ha aperto l’Hotel Lisboa. L’edificio è diventato in poco tempo uno dei simboli della città. Al suo interno aveva sale da gioco, camere, ristoranti e tanti spettacoli.
Oggi una struttura del genere può sembrare normale, ma all’epoca rappresentava un modello innovativo. Il visitatore non doveva spostarsi continuamente: trovava nello stesso luogo tutto ciò che gli serviva per trascorrere anche diversi giorni a Macau.
Nel frattempo, le società legate a Ho rafforzavano i collegamenti marittimi con Hong Kong. I traghetti portavano in città migliaia di persone, molte delle quali finivano negli hotel e nei casinò appartenenti allo stesso gruppo.
Il baccarat era il gioco più redditizio. Una parte consistente degli incassi arrivava dai clienti facoltosi, disposti a spendere cifre elevate nelle sale riservate.
Quarant’Anni di Dominio
La STDM ha mantenuto l’esclusiva sul gioco d’azzardo fino al 2002. È stato un periodo molto lungo, durante il quale il gruppo ha esercitato un controllo quasi totale sul mercato.
Le entrate dei casinò hanno contribuito allo sviluppo delle infrastrutture e del turismo. Macau è diventata sempre più conosciuta, prima in Asia e poi nel resto del mondo. Tuttavia, un monopolio di tali dimensioni ha inevitabilmente attirato critiche.
Alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sui legami tra determinati intermediari del settore e le organizzazioni criminali locali. Le ricostruzioni pubblicate nel corso degli anni sono state spesso controverse e non hanno prodotto condanne dirette nei confronti di Ho. Le ombre, comunque, sono rimaste.
Una Famiglia al Centro dell’Attenzione
Stanley Ho non era un imprenditore particolarmente riservato. Amava il tango, partecipava agli eventi mondani e appariva spesso sui giornali. Sapeva come stare davanti alle telecamere e ha trasformato la propria immagine in una parte dell’impero.
Anche la famiglia ha alimentato l’interesse della stampa. Ha avuto diciassette figli con quattro donne e molti eredi sono entrati nelle aziende del gruppo. Nel tempo non sono mancate tensioni legate al patrimonio e alla distribuzione delle responsabilità.
Dopo l’ictus del 2009, Ho ha ridotto le apparizioni pubbliche. Le figlie e gli altri familiari hanno assunto un ruolo sempre più importante, mentre il ritiro dalla guida di SJM Holdings è stato annunciato nel 2018.
Dal Tavolo Verde allo Schermo
Il sistema creato a Macau apparteneva a un’epoca nella quale il gioco richiedeva tempo, spostamenti e una permanenza fisica nel casinò. Bisognava prendere un traghetto, prenotare una stanza e raggiungere la sala.
Oggi il percorso è molto più breve. Attraverso piattaforme come NetBet Casino, ad esempio, si può accedere ai giochi direttamente da computer o smartphone.
L’esperienza, naturalmente, non è la stessa. Nei casinò asiatici contano l’ambiente, il servizio e il contatto con gli altri giocatori. Online diventano centrali la velocità, la semplicità dell’interfaccia e la scelta dei titoli disponibili.
In entrambi i casi, però, l’obiettivo commerciale resta simile: rendere l’accesso al gioco facile e immediato.
La Fine del Monopolio
Macau è tornata sotto la sovranità cinese nel 1999. Nonostante ciò, però, ha sempre mantenuto uno statuto amministrativo speciale. Nel 2002 il mercato è stato aperto alla concorrenza e sono state assegnate concessioni a SJM, Galaxy e Wynn.
L’arrivo di grandi operatori internazionali ha cambiato rapidamente la città. Sono comparsi enormi resort ispirati in parte a Las Vegas e gli investimenti hanno raggiunto cifre mai viste prima.
Il gruppo di Ho è comunque rimasto nel mercato. Il Grand Lisboa, con la sua struttura facilmente riconoscibile, è diventato il simbolo della nuova fase e della volontà di competere con i colossi stranieri.
Filantropia e Immagine Pubblica
Negli ultimi anni della sua vita, Ho ha finanziato ospedali, università e iniziative culturali. Ha inoltre contribuito al recupero di alcune teste bronzee dello zodiaco cinese, provenienti dall’Antico Palazzo d’Estate di Pechino.
L’acquisto della testa del cavallo e il recupero di quella del maiale hanno avuto un forte valore simbolico. Non si trattava soltanto di collezionismo: quei gesti hanno rafforzato il suo prestigio nella Cina continentale.
L’Eredità di Stanley Ho
Stanley Ho è morto a Hong Kong il 26 maggio 2020, all’età di novantotto anni. Macau, nel frattempo, era diventata una delle maggiori destinazioni mondiali legate al gioco.
La sua eredità non si trova soltanto nei casinò. È visibile nei collegamenti, negli alberghi e nel modello economico che ha guidato la città per decenni.
È stato un imprenditore brillante, ma anche una figura discussa. Ha creato ricchezza, concentrato potere e operato in un settore nel quale non sono mai mancate le zone d’ombra. Proprio per questo, raccontare Stanley Ho significa parlare non soltanto di un uomo, ma di un’intera fase della storia di Macau.
