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Scommesse

Scaltri ma non troppo! La Top 10 degli storici imbrogli sportivi

Quando l’importante non è partecipare ma vincere ad ogni costo, e soprattutto con ogni mezzo, anche il più basso e sleale!

A cavallo tra tristezza e ridicolo, eccovi una lista degli stratagemmi più assurdi mai utilizzati dagli atleti per vincere. Ovviamente, tutti smascherati!

10. Boris Onischenko

Forse avrete sentito parlare di Boris Onischenko, l’atleta che rappresentò l’Unione Sovietica alle Olimpiadi del 1976 nella specialità dello scherma. In realtà, Boris non verrà ricordato come uno schermidore formidabile, bensì come uno bari più clamorosi della storia dello sport.

Con l’intento di vincere la medaglia d’oro a quelle Olimpiadi, traguardo decisamente troppo proibitivo per il russo, Onischenko pensò bene di truccare la macchina segna punti in modo da guadagnare qualche vantaggio sugli avversari. Stiamo parlando di un rudimentale pulsante piazzato sotto la coccia del fioretto che permetteva di accendere l’apparecchio segnalatore a proprio piacimento.

Alla prima stoccata “vincente”, i giudici si accorsero subito che che tra il bersaglio e la punta della spada mancavano almeno 15 centimentri. Ovviamente Boris venne squalificato e successivamente privato di tutti i riconoscimenti vinti nella sua carriera.

9. David Robertson

Il gioco del golf, più di qualsiasi altro sport, possiede un proprio codice d’onore che tutti giocatori seguono fedelmente. Tutti, o quasi…

I golfisti sono infatti resposabili di tenere il proprio punteggio, come di penalizzarsi da soli quando commettono un’infrazione. Ed è per questo che nessuno si aspettava che il golfista David Robertson stesse veramente barando sotto gli occhi di tutti durante le qualificazioni dell’Open del 1985.

La tattica dello scozzese era molto semplice ma allo stesso modo efficacie. Una volta colpita la palla, Robertson era sempre il primo a precipitarsi nella direzione di arrivo della pallina, apparentamente ansioso di scoprire l’esisto del proprio tiro. Una volta arrivato, il golfista raccoglieva la pallina con l’intenzione di pulirla per poi rimmetterla a terra diversi metri più vicino alla buca rispetto a dove si era fermata. Dopo 5 o 6 tentativi andati a buon fine, lo scozzese venne scoperto e squalificato dalla competizione.

8. Danny Almonte

Nel 2001, il dodicenne Danny Almonte era considerato la futura stella del baseball. Lanciatore per la squadra di New York della categoria dilettanti, i suoi lanci erano praticamente imprendibili per qualunque battitore si trovasse davanti. Si prospettava davanti a lui una carriera di successi, finchè un giorno qualcuno scopri la polvere sotto il tappeto.

La ragione del dominio nella Lega del dodicenne fu spiegata dai 14 anni anni di Almonte! Si scoprì infatti che Danny aveva due anni in più di qualunque altro giocatore quando vinse la Little League Wolrd Series con la sua squadra, e due anni in più a quall’età fanno veramente tanto. I suoi lanci smisero di impressionare e il fenomeno venne presto dimenticato.

7. Diego Maradona

Vabbe, che ve lo dio a fare! Il mito della Mano di Dio è una di quegli avvenimenti che rimarranno per sempre impressi negli annalli del calcio mondiale. Non solo perchè l’autore di quel gesto è stato il più grande calciatore di tutti i tempi, ma anche per il contesto nel quale venne effettuato.

Siamo nel 1986 e l’Argentina si sta giocando gli ottavi di finale contro l’Inghilterra. I due gol segnati dall’Argentina, siglati entrambi da Maradona, che porteranno i sudamericani ai quarti di finale rimarranno per sempre nella storia, il primo come l’imbroglio più famoso del calcio, il secondo come il più bel gol segnato dal numero 10 argentino.

Se ci fosse bisogno di ricordarlo, la Mano di Dio è il gesto con il quale Maradona aprì le marcature, un clamoroso fallo di mano in stile schiacciata di pallavolo che tolse il pallone dalle mani del portiere avversario per mandarlo in rete. A discopito dell’Inghilterra, l’unico a non accorgersene fu l’arbitro che convalidò il gol!

6. Sylvester Carmouche

Da primo a ultimo per poi superare di nuovo tutti all’ultimo giro e vincere la gara. Questo è quello che successe in Luisiana una ventina di anni fa nella corsa di cavalli vinta da Sylvester Carmouche.

Ops, pardon…Questo è quello che Carmouche aveva voluto far credere! Ad aiutare il fantino ad attuare il suo piano fu una fitta nebbia che calò sul circuto rendendendo quasi ¾ di pista invisibile al pubblico. Il passaggio di posizioni da 23esimo a primo, oltre alle condizioni del cavallo all’arrivo di Carmouche, per nulla stanco ne sporco di fango, fecero insospettire i giudici. Quello che è successo, anche se non fu possible provarlo, fu che il fantino decise di piazzarsi nel terreno in mezzo al circuito per poi saltare fuori all’ultimo giro davanti a tutti e vincere la gara.

5. Fred Lorz

Come Carmouche, anche Fred Lorz è un famoso “tagliatore di traguardi”, conosciuto più per i suoi metodi non convenzionali che per le sue capacità. Il maratoneta Olimpico, o meglio il carpentiere che si era guadagnato l’accesso alle Olimpiadi dopo aver vinto una corsa di soli 5 km, sapendo di non aver speranze decise di tirar fuori dal cilindro uno stratagemma degno dei migliori film comici.

Lorz pensò bene che 25 kilometri erano sicuramente troppi per le sue gambe ed è per questo che decise di chiamare un taxi che lo portò in pochi minuti davanti a tutti, lasciandolo a soli 10 kilometri dal traguardo.

La cosa divertente è che non cercò nemmeno di nascondere l’imbroglio, palesandosi con alcuni saluti ai compagni di corsa mentre si dirigeva al traguardo in macchina.

4. Donald Crowhurst

Cosa succede quando ti accorgi che durante una corsa in yacht intorno al mondo non hai ne le capacità ne la barca giusta per non finire annegato a metà strada? Tra le opzioni, potresti fare come fece Donald Crowhurst e virare verso l’America del Sud e percheggiare il tuo catorcio. Successivamente potresti persino trovare un modo per mentire sulla tua posizione, mandando segnali radio fasulli che confermano la tua posizione in testa alla corsa.

Dopo tre mesi di menzogne, Crowhurst terminò le trasmissioni radio il 29 giugno 1969, e scrisse le ultime annotazioni sul diario di bordo il 1º luglio: il suo trimarano, il Teignmouth Electron fu trovato abbandonato alla deriva al largo delle Isole Bermude il successivo 10 luglio. L’imbarcazione è stata poi trainata in Giamaica e successivamente abbandonata su una spiaggia dell’isola di Cayman Brac.

3. Ali Dia

Ali Dia, il famoso cugino di George Weah raccomandato proprio da George in persona al Southampton. Peccato che George non ne sapesse nulla del trasferimento del cugino, e se per quello, non sapeva nemmeno di avere un cugino chiamato Ali Dia!

Il piano del senegalese per entrare nelle file del campionato inglese funzionò alla perfezione. Convinse un suo amico a chiamare il club fingendo di essere George Weah il quale avrebbe dovuto raccomandare ai dirigenti della squadra un suo cugino, tale Ali Dia, che avrebbe sicuramente fatto strada.

Incredibilmente, nel giro di poche settimana Ali Dia era già sul campo del Southempton ad allenarsi. Non passano due giornate di campionato e Ali venne pure messo in campo, nel quale ci rimane per 53 minuti! La prestazione fu pessima e la società rescise il contratto giusto il giorno dopo.

Sarà per il prossimo cugino!

2. Dora Ratjen

Spazio anche alle donne nella nostra classifica, con l’atleta di salto in alto Dora Ratjen che dal nulla arriva ai giochi olimpici del 1936 e si guadagna un quarto posto di tutto rispetto. Dora però non è un’atleta come le altre e due anni dopo arriva persino a stabilire il record mondiale di salto in alto nella categoria femminile.

Una storia di dedizione e amore per lo sport che ha portato la tedesca sul tetto del mondo? Ci piacerebbe, ma in quel caso il mondo sarebbe stato privato di questo capolavoro di comicità assoluta.

Semplicemente, Dora Ratjen era un uomo, costretto a gareggiare con i propri genitali incollati alle cosce come Buffalo Bill nel Silenzio degli Innocenti. E il bello è che fu proprio la sua confederazione ad ingaggiarlo! Il governo nazista non aveva molta fiducia nelle proprie atlete donne e per evitare di essere messi in imbarazzo recrutò Dora Ratjen per vincere la gara di salto in alto. O meglio, Horst Ratjen.

1. La squadra spagnola alle Paraolimpiadi

Per gli amanti di South Park, in un episodio Cartman si finge disabile così da poter partecipare alle Olimpiadi Speciali e portarsi a casa un premio da 1000 dollari.

L’idea dei creatori del cartone animato putroppo non è così originale. Per la prima volta, in vista delle Paraolimpiadi del 2000, gli organizzatori introducono la categoria per gli atleti con disabilità intellettive e relazionali. Una bella iniziativa se non fosse che gli avvoltoi della fama e dei soldi sono sempre pronti anche di fronte ad una festa come quella delle Paraolimpiadi.

La nazionale spagnola quell’anno vincerà in quasi tutte le discipline delle Olimpiadi Speciali, conquistando più di 100 medaglie. Fu proprio Javier Vega, il coach della squadra, a scoperchiare il vaso di Pandora, essendosi accorto che molti dei propri giocatori erano chiaramente normodotati.

A vuotare il saco definitivamente ci pensò Carlos Ribagorda che affermò in un intervista che almeno 15 dei 200 partecipanti spagnoli alle Paraolimpiadi non avevano menomazioni ne fisiche ne mentali.

Dallo scandalo, la categoria per i disabili mentali verrà eliminata per evitare altre situazioni simili a questa.