La terza Apocalisse ha preso forma nella serata di martedì 31 marzo 2026.
Dopo le esclusioni dai Mondiali del 2018 e 2022, l’Italia non riesce a qualificarsi nemmeno per quelli del 2026, e così dovrà aspettare il 2030, quando il torneo iridato sarà itinerante fra Sudamerica, Spagna, Marocco e Portogallo, e quando saranno passati 16 anni dalla nostra ultima partecipazione nel 2014.
Quante volte però nella storia l’Italia non ha centrato la qualificazione ai Mondiali? Andiamo a ripercorrere quelle che sono state le pagine più tristi della storia azzurra.
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La prima esclusione nel 1958
L’Italia non partecipa alla prima edizione dei Mondiali nel 1930, ma quella prima edizione è ad inviti, e sono poche le nazionali europee ad accettare l’invito della federazione uruguayana. Il viaggio in Sudamerica, da fare in nave, è lungo e costa troppo, così che la prima vera eliminazione degli Azzurri arriva per l’edizione del 1958 in Svezia.
L’Italia di Alfredo Foni è nel girone con Portogallo e Irlanda del Nord, con la prima qualificata che accede alla fase finale dei Mondiali. Gli Azzurri arrivano all’ultima partita da disputare a Belfast il 4 dicembre 1957 con la possibilità di ottenere un solo punto per volare in Svezia, ma l’arbitro ungherese Zsolt non riuscirà a raggiungere Belfast a causa della nebbia, così che i nordirlandesi propongono un loro arbitro oppure un inglese da far arrivare da Londra.
Gli italiani rifiutano sdegnati, scatenando la rabbia del pubblico locale, così che il 4 dicembre si disputa un’amichevole che le due nazionali pareggiano per 2-2. Il risultato che sarebbe servito all’Italia per qualificarsi.
La partita ufficiale si disputa il 15 gennaio 1958, quando l’arbitro Zsolt riuscirà finalmente a raggiungere Belfast, ma quel giorno i nordirlandesi sorprendono la nazionale di Foni, infarcita di “oriundi” (giocatori sudamericani di origine italiana e nazionalizzati dopo che avevano già disputato partite e tornei con i loro paesi d’origine) e la battono con il punteggio di 2-1. All’Italia non basta schierare campioni come Schiaffino, Pivatelli e Montuori, perché i gol di McIlroy e Cush spediranno l’Irlanda del Nord in Svezia, mentre per l’Italia il gol della bandiera lo segna l’oriundo Da Costa.
Sarà la prima storica, e per lungo tempo unica, mancata qualificazione dell’Italia a una fase finale di un Mondiale.
La prima Apocalisse svedese
La prima Apocalisse, chiamata così dallo stesso presidente federale di allora Carlo Tavecchio, si verifica il 13 novembre 2017, quando l’Italia non va al di là dello 0-0 di San Siro nel playoff con la Svezia, e saranno quindi gli scandinavi ad andare ai Mondiali grazie alla vittoria per 1-0 all’andata con rete di Johansson, grazie anche a una deviazione decisiva di De Rossi.
Gli Azzurri si erano trovati in un girone di qualificazione complicato assieme alla Spagna, che aveva travolto gli Azzurri per 3-0 a Madrid, ma la squadra di Ventura pagò a caro prezzo anche il pareggio interno con la Macedonia, una nazionale che si sarebbe costata ancora molto cara 4 anni dopo.

Dopo la debacle di San Siro si dimettono i vertici della Federazione e si dà l’addio al ct Ventura, dopo che l’Italia manca una qualificazione mondiale dopo ben 60 anni. Si pensa sia un caso della storia, invece…
L’indigesta Macedonia del Nord
La seconda eliminazione è ancora più clamorosa, perché l’Italia di Roberto Mancini che si presenta al via delle qualificazioni mondiali per Qatar 2022 è campione d’Europa in carica, ma ci costano caro i due rigori sbagliati da Jorginho nelle due partite contro la Svizzera (finite con due pareggi), e sono proprio gli elvetici a scavalcare nel girone, complice il pareggio dell’Italia nell’ultima partita in casa dell’Irlanda del Nord (ancora loro).
Per i campioni d’Europa in carica la semifinale dei playoff sembra una formalità, e infatti la maggior parte degli italiani ha già la testa a Lisbona, dove l’Italia dovrebbe affrontare il Portogallo, ma a sfidare Cristiano Ronaldo sarà clamorosamente la Macedonia del Nord, che a Palermo beffa l’Italia con un gol nel finale di Trajkovski.

L’eliminazione è clamorosa, e da quel momento si incrinano i rapporti fra il presidente delle Federazione Gravina e il ct Mancini, che lascerà la panchina azzurra a sorpresa e con nessun preavviso nell’estate 2023.
La Bosnia sancisce l’uscita dall’Italia dal gotha del calcio
Mai nessuna nazionale che ha vinto almeno una volta i Mondiali ha mancato una qualificazione alla fase finale degli stessi per tre volte di fila, almeno era così fino a martedì 31 marzo 2026.
L’Italia, campione del mondo per 4 volte (1934, 1938, 1982 e 2006), dopo aver battuto nella semifinale playoff l’Irlanda del Nord a Bergamo per 2-0, affronta una partita complicata a Zenica con la Bosnia.
Le cose si mettono subito bene però per la nazionale di Gattuso, che va in vantaggio con una zampata di Kean, ma i bosniaci, soprattutto dopo l’espulsione di Bastoni alla fine del primo tempo, mettono sotto pressione la difesa azzurra, e pareggiano nel finale di partita con Tabakovic.
La partita si trascina fino ai supplementari, e da qui ai rigori, dove i bosniaci sono implacabili, mentre gli Azzurri sbagliano con Pio Esposito (alto) e Cristante (traversa).
L’Italia era arrivata alle spalle della Norvegia (che ci ha rifilato un complessivo 7-1 nelle due partite) nel girone, ed è stata così costretta a questo doppio spareggio che è stato ancora una volta fatale.
La nazionale italiana centra così un record negativo, e il calcio nostrano entra in una crisi da cui oggi non si vede la fine del tunnel.
I prossimi Mondiali saranno nel 2030, ma nel frattempo il calcio azzurro deve ripartire con nuovi vertici federali, probabilmente un nuovo commissario tecnico, e prima dei Mondiali ci sarà da conquistare la qualificazione agli Europei del 2028 in Gran Bretagna e Irlanda.
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