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Le leggende dimenticate del gioco

Qualsiasi sport ha le sue superstar.

Prendi uno sport come la boxe per esempio. Ci sono nomi come Muhammad Ali, Mike Tyson, George Foreman, Sugar Ray Leonard e Floyd “Money” Mayweather che riecheggiano nella storia, anche nelle orecchie di chi non conosce per nulla questo sport.

Allo stesso tempo, la storia del pugilato è disseminata di altre leggende come James J. Braddock, Micky Ward e Chuck Wepner che la persona media non avrà mai sentito nominare ma che allo stesso modo hanno fatto la storia di questo sport.

Lo stesso succede nel gioco d’azzardo. Siamo infatti propensi a ricordare giocatori come Phil Hellmuth o Daniel Negreanu, ignorando l’esistenza di moltissime altre celebrità del poker che hanno fatto grande questa disciplina. Abbiamo deciso di raccogliere qualche nome qui sotto per darvi un assaggio dell’Olimpo delle grandi giocate d’azzardo.

1 – Archie Karas

Archie Karas potrebbe essere descritto come il giocatore più fortunato e allo stesso tempo sfortunato nella storia di Las Vegas.

Karas nasce in Grecia dove rimase fino all’età di 15 anni, quando fuggì di casa alla volta di Los Angeles.

Una volta arrivato nella città degli angeli, trova un posto da cameriere in un ristorante vicino a una sala da billiardo. In poco tempo divenne un esperto giocatore di billiardo prima di dedicarsi al poker.

In pochi anni Karas ebbe successo persino in quel campo arrivando ad accumulare un bankroll di oltre 2 milioni di euro. La furtuna però girò improvvisamente le spalle al giocatore che si ritrovò nel dicembre 1992 con solo 50 dollari in tasca.

Karas decise quindi di farsi prestare 10.000 dollari da un amico per tentare la fortuna per l’ultima volta. Fortunatamente il giocatore riuscì a tramutare quella somma in 30.000 dollari, devolvendo il denaro prestatogli. Il resto dei soldi venne investito in partite mozzifiato contro un noto giocatore di billiardo. Scommettendo 5,000 dollari a partita, Karas riuscì a vincere in poco tempo fino a 1 millione di dollari che sarebbe stato successivamente investito nel casinò del Binion’s Horseshoe, producendo altri 3 milioni di dollari.

Questo fu l’inizio della leggendaria serie di giocate vincenti che divenne nota nella tradizione di Las Vegas come “The Run”, una cavalcata che durò due anni e mezzo. Il greco si sarebbe seduto a tavoli da poker giocandosi tutto ad ogni sfida. Durante questa serie di vittorie Karas avrebbe accumulato 40 milioni di dollari. L’errore fatale di Karas fu quello di abbandonare il poker per buttarsi sui dadi.

Sembra infatti che il greco riuscì a scialaquare la somma vinta al poker in circa 3 settimane giocando a baccarat e dadi.

2 – Nick Dandolos

Conosciuto nel settore come Nick il greco, emigrò a Chicago dalla Grecia. Da Chicago, si trasferì a Montreal, in Québec, dove si innamorò delle scommesse sulle corse dei cavalli.

I suoi 150 dollari a settimana dalle scommesse gli fruttarono oltre 500.000 dollari nel giro di pochi anni. Con il denaro in mano Dandoloso tornò a Chicago dove riversò le sue abilità nello scommettere nei giochi di carte e dadi. Perse tutti i soldi ma divenne allo stesso tempo un esperto di questi giochi.

La serie che ebbe luogo nei primi 5 mesi del 1949, vide Dandolos perdere quasi 4 milioni di dollari per poi recuperarli tutti, per poi riperderli. Questa manfrina successe per ben 73 volte e si stima che il giocatore abbia vinto e perso oltre 500 milioni di dollari nella sua vita.

Morì il giorno di Natale del 1966 e fu inserito nella Poker Hall of Fame nel 1979.

3 – Kerry Packer

Magnate dei media australiani, Packer era a capo di un’impresa da molti miliardi di dollari. Possedeva Publishing and Broadcasting Limited che controllava la Nine Television Network e l’Australian Consolidated Press. Ha anche fondato la World Series Cricket.

Oltre alla sua carriera nel mondo del business, Packer amava giocare d’azzardo ed era conosciuto per aver effettuato alcune delle più grandi scommesse della storia. Come la serie di sconfitte che nell’Inghilterra del 1999 gli costarono oltre 28 milioni di dollari. Dall’altra parte è anche famoso per aver vinto un bottino da 33 milioni all’MGM Grand di Las Vegas.

Tutto sommato, il magnate australiano avrebbe incassato circa 7 milioni di dollari all’anno in vincite.

Per chiudere è rimasta negli annali la sua piccola sosta ad casinò inglese che costò a Packer 15 milioni in pochi minuti giocando alla roulette.

4 – Edward Thorp

Il professor Thorp era un matematico che aveva dimostrato come contare le carte avrebbe potuto superare il vantaggio della casa nel blackjack.Thorp fu stato il primo ad usare un computer per aiutarlo a determinare le probabilità di vincere al blackjack.

Il matematico cominciò col testare le sue teorie nei casinò di Reno e Lake Tahoe, nel Nevada, vincendo 11.000 dollari in un weekend.

Thorp è anche famoso per tutti i travestimenti dei quali si serviva per evitare di essere scoperto nei casinò di Las Vegas. I suoi metodi ebbero un tale successo che nel 1966 scrisse la “bibbia del conteggio delle carte” che vendette oltre 700.000 copie.

5 – Il Blackjack squad

Dal 1979 fino all’inizio del XXI secolo, gli studenti del Massachusetts Institute of Technology, Harvard e altri importanti college e università si riunirono per creare una serie di strategie, in particolare il conteggio delle carte, per battere i casinò di tutto il mondo.

L’idea del gruppo fu introdotta dal professionista di blackjack JP Massar. Con 5000 dollari come budget iniziale il gruppo assestò qualche colpo nei casinò di Atlantic City dal dicembre 1979 al maggio 1980, quadruplicando il loro investimento originale.

Nel maggio del 1980 Massar incontrò un uomo che aveva in gestione un’altra squadra di blackjack di successo ad Harvard. Dopo aver osservato la squadra di Massar, Kaplan accettò di collaborare. I due crearono un sistema di conteggio e scommesse uniforme, con rigorosi addestramenti per i propri giocatori.

La nuova squadra di 10 individui iniziò a giocare nell’agosto del 1980 con una budget di 89.000 dollari che venne raddoppiato nel giro di poche settimane.

Il team arrivò a contare fino a 20 collaborazioni nel 1989, con un numero simile di investitori. Dopo aver pagato tutte le spese, così come la quota dei giocatori e dei dirigenti delle vincite, i rendimenti degli investitori variavano dal 4% al 300% all’anno.