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Trump Casino: la Bancarotta e i Fallimenti

Trump Casino

Nel corso della sua impressionante e lunga carriera, il multimilionario Donald Trump ha ottenuto grandissimi successi, economici e personali. L’ultimo, il più grosso, è quello di essere diventato presidente degli Stati Uniti d’America. 

Il magnate non ha avuto però la stessa fortuna nel gioco d’azzardo, o almeno non è quello che emerge ripercorrendo la storia delle sue proprietà. I Trump Casino, infatti, hanno riportato enormi perdite che lo hanno costretto svariate volte a dichiarare bancarotta. 

Ripercorriamo la sua storia nel mondo dei casinos e scopriamo le sue disavventure. 

Casino Taj Mahal

Il Trump Casino ad Atlantic City 

Il binomio Trump-Casino inizia nel 1982, quando riceve la licenza per costruire una casa gioco ad Atlantic City (New Jersey). 

Il progetto cambia in corso d’opera quando accetta la proposta di Mike Rose, CEO di Holiday Inn e Harrah’s, di seguire la costruzione di uno dei loro stabilimenti per il gioco, che aprirà nel 1984 con il nome di Harrah’sat Trump Plaza. In seguito acquisisce l’Atlantic City Hilton, ancora in fase di costruzione. 

Nel 1988 inizia a prendere vita il casino di Trump per eccellenza, il Taj Mahal. Un luogo spettacolare che ricorda il famoso tempio indiano e che diventa una delle mete imperdibili per i turisti di Atlantic City. 

La casa gioco fu inaugurata nel 1990 alla presenza di ben settantacinque mila persone, e tra gli ospiti musicali c’era anche Michael Jackson. Una festa faraonica, seguita però da un periodo di crisi che, dopo solo un anno, portò al primo procedimento di bancarotta. 

Trump si appellò al Chapter 11, norma della legge fallimentare americana. Dopo solo dodici mesi apre il procedimento di fallimento per gli altri due stabilimenti di Trump. La ristrutturazione del debito portò nel 1995 alla creazione di una società per azioni, la Trump Hotels and Casino Resort (THCR). 

Con la nuova azienda non si perse d’animo e proseguì nell’acquisto e la costruzione di alcune case gioco, di cui uno in Indiana e un altro ad Atlantic City. 

Ancora una Bancarotta

Nel 2004 anche la THCR dichiara bancarotta e Trump è costretto a ridurre sensibilmente la sua quota (passando dal 56% al 27% delle azioni). La società cambiò nome diventando la Trump Entertainment Resorts (TER). 

Questa ennesima manovra non diede però esiti positivi, tanto che la TER dovette vendere la sua struttura in Indiana. 

Nel 2009 arrivò la nuova richiesta di fallimento, quando però Donald Trump era ormai uscito definitivamente dalle società, chiudendo la sua storia con il gioco d’azzardo, le sale, il gambling e le slot online

Negli ultimi anni è nata poi una vertenza con la società da lui stesso creata ma gestita da Carl Ichan, che intimava di togliere il suo cognome dalla catena. La diatriba legale è poi terminata con un accordo che permetteva alla società di mantenere il nome Trump. 

Il Taj Mahal Casino di Trump

Quasi Tutti i Trump Casino Hanno Chiuso 

A oggi, di tutte le case gioco costruite e rilevate da Trump, resta in attività solo il Taj Mahal di Atlantic City. Tutti gli altri hanno chiuso per mancanza di giocatori e spese eccessive, oppure sono stati venduti e hanno cambiato nome. 

Trump comunque, almeno pubblicamente, non ha mai rimpianto la sua esperienza in questo settore, anzi ne va abbastanza fiero. Nel corso di un convegno tenutosi durante la sua campagna elettorale per la presidenza (poi vinta), affermò: “Ho fatto bene a lasciare in tempo Atlantic City. Me ne sono andato prima che collassasse su se stessa. Ad Atlantic City ho anche guadagnato molti soldi, quindi sono orgoglioso di quanto fatto”.

I Fallimenti dei Trump Casino

Le enormi perdite registrate sia nei Trump Casino sia nelle altre sale da gioco di Atlantic City sono dovute di certo a una serie di cause. 

Tra queste c’è sicuramente il rilascio di numerose licenze per la costruzione di nuovi stabilimenti per il gioco in altre zone d’America. In questo caso il predominio di Las Vegas e Atlantic City è calato sempre di più, così come l’afflusso di giocatori. 

Questi ultimi, infatti, avendo la possibilità di giocare a pochi chilometri da casa, hanno optato giustamente per la comodità. Stesso motivo che spinge le persone a scegliere le sale online, dove è possibile puntare al poker online e altri giochi di carte, semplicemente con un click.

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