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Brexit – Come influirà sull’industria del gioco?

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea è una delle questioni più controverse del nostro periodo storico. Una proposizione che fin dall’inizio ha ricevuto un consenso spaccato a metà, tra fervidi  sostenitori e disgustati oppositori, e che tutt’ora sta causando molti mal di testa al governo britannico come ai leader dell’Unione Europea.

La questione principale in questo momento, soprattutto dopo l’arrivo al potere del nuovo Primo Ministro Boris Johnson, riguarda una possibile uscita o meno del Regno Unito dall’Unione Europea senza prima aver redatto un accordo con gli stati membri.

Per noi di NetBet, la domanda sorge quasi spontanea. Quali saranno le conseguenze del Brexit per l’industria del gioco d’azzardo? Una domanda alla quale cercheremo di rispondere in quest’articolo.

Uscita con o senza accordo

Se l’accordo di uscita proposto dall’ex Primo Ministro Theresa May fosse stato accettato a suo tempo, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sarebbe stata certamente un evento meno controverso. L’accordo di maggio, anche se con alcune questioni in sospeso, includeva una serie di condizioni che avrebbero offerto una transizione molto più facile delle leggi per l’industria del gioco d’azzardo.

Tuttavia, Boris Johnson non solo non è riuscito a chiudere l’accordo proposto a maggio, ma intende ora optare per un Brexit duro, immediato e senza il consenso dell’Unione Europea. Questa uscita senza accordo avrà ovviamente conseguenze più o meno gravi per tutte quelle aziende e utenti coinvolti nel gioco d’azzardo. Vediamo cosa potrebbe cambiare.

Conseguenze per le aziende

Il Regno Unito è il mercato principale per il settore del gioco d’azzardo in Europa, sia per la sua regolamentazione pionieristica, sia per la cultura del gioco in forte espansione in tutto il paese (il 74% dei britannici gioca d’azzardo almeno una volta al mese). Ma questo potrebbe cambiare.

Stando alle ultime news, il Regno Unito si appresterebbe a lasciare l’Unione Europea e lo Spazio Economico Europeo (SEE) senza alcun tipo di accordo. Ciò significherebbe un aumento delle tariffe sui prodotti e sui materiali importati dalle imprese italiane nel Regno Unito e viceversa. In aggiunta a queste sono previste tarrife extra che potrebbero far storcere il naso ulteriormente agli acquirenti.

L’uscita inoltre potrebbe avere un forte impatto anche nel settore delle risorse umane. A causa della dura politica migratoria che il nuovo Primo Ministro vuole imporre e dell’interruzione dell’accordo sulla libera circolazione delle persone, il Regno Unito potrebbe trovare difficoltà a trovare manodopera straniera qualificata.

Leggi come quella italiana o tedesca richiedono che, nel caso degli operatori di gioco online, l’operatore possieda una società con sede legale nello Spazio Economico Europeo e che l’infrastruttura tecnica (hardware e software) dedicata all’attività sia ubicata in un paese del SEE. Le imprese del Regno Unito, compresa Gibilterra, potrebbero vedere questo fattore come determinante nella scelta di restare o portare la propria sede da qualche altra parte. Ad esempio, aziende come 888 Holdings hanno deciso di agire di fronte a possibili scenari negativi e nel 2018 hanno ottenuto licenze di gioco in giurisdizioni come quella di Malta. Ciò ha consentito loro di continuare ad operare nei mercati del SEE.

Conseguenze per i giocatori

E’ chiaro che se un Brexit senza accordo dovesse succedere, la sterlina potrebbe perdere di molto il suo valore rispetto a euro e dollaro. Per i giocatori questo significherebbe una diminuzione nelle somme vinte.

Inoltre, l’applicazione di un Brexit immediato significherebbe un aumento dell’inflazione, cioè un forte aumento dei prezzi dei beni e dei servizi causato da uno squilibrio tra produzione e domanda. Questo abbasserebbe automaticamente gli importi delle scommesse che di conseguenza potrebbe risultare in premi più bassi.

Come già menzionato in precedenza, le società di gioco online che non dovessero ottenere una licenza in un paese del SEE non saranno in grado di offrire i loro servizi all’UE. Per quanto questo sia improbabile, in quanto saranno queste società ad essere le prime ad attrezzarsi per ottenere le licenze necessarie, sfortunatamente alcuni giocatori con conti su pagine non legali nel SEE non potranno più accedere ad esse.

Cerchiamo di essere positivi

Tuttavia, anche se il futuro non è così nero come i giornali lo descrivono, fare una previsione adesso è veramente difficile. Ecco perché non ci resta che aspettare e giocare il più possibile finché possiamo!