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Formula Due: Regole e Molto Altro

Formula due

La Formula Due, conosciuta ufficialmente come FIA Formula 2 Championship è una competizione automobilista che si svolge con l’utilizzo di monoposto. È la seconda competizione per fama e importanza dietro alla Formula Uno. C’è da aggiungere, poi, che partecipare e ottenere ottimi risultati nella Formula 2 è uno dei sistemi più veloci per approdare nella categoria maggiore. Il fatto, ad esempio, che si corra in monoposto, tra l’altro tutte uguali e realizzate dall’azienda italiana Dallara Automobili, è sicuramente un punto di vantaggio per le scuderie visto che si trovano dinanzi dei piloti già pronti. 

In questo articolo vedremo nel dettaglio come funziona la Formula Due, la sua storia e le regole. Scopriremo anche quali sono stati i piloti provenienti da questa categoria capaci di imporsi nella Formula 1. 

Formula 2: La Storia

La Formula Due di cui parliamo in questo articolo è, ovviamente la versione moderna, introdotta a partire dal 2005 e che alcuni anni fa ha subito una modifica nel nome. Ma la Formula Due ha una storia molto più lunga che risale addirittura al post Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945, infatti, nascono la Formula A e B, che qualche anno dopo diventano Formula 1 e 2. Nel corso degli anni, poi, sono cambiate le regole, ma la Formula 2 è sempre rimasta una sorta di serie cadetta rispetto alla più rinomata Formula Uno. Nei primi anni ‘80, però, succede qualcosa che cambierà la storia di questa categoria. 

La Honda, infatti, decide di ritornare in questa serie dopo alcuni anni di pausa e lo fa con un motore V6 potentissimo. Le altre scuderie, che non hanno gli stessi mezzi e potenzialità economiche, non possono competere con questo motore. Il risultato è che decidono di lasciare la Formula 2 vista l’impossibilità di correre a pari livello. Nel 1984, quindi, la Formula 2 cambia nome e diventa Formula 3000. Il nome deriva dal fatto che saranno utilizzati i motori di 30.000 centimetri cubici. Questi, fino a quel momento erano utilizzati nella categoria più importante, salvo poi essere sostituti dai motori turbo. 

Il Ritorno con la GP2

Nel 2005 la Federazione Internazionale Automobilista (FIA) decide di cambiare nuovamente nome alla competizione, optando per GP2 con un richiamo alla storica Formula 2. La GP2 nasce su intuizione e volontà di Bernie Ecclestone e Flavio Briatore. Il loro obiettivo, che come vedremo in seguito, si è rivelato poi ben riuscito, era quello di creare una competizione che potesse essere abbastanza similare alla Formula Uno, così da ritrovarsi dei piloti giovani ma già pronti a correre nella massima categoria. 

Nel 2017, poi, la FIA decide di cambiare ancora nome e per un ritorno effettivo alla storica denominazione. La GP2, quindi, diventa il Campionato FIA di Formula 2. 

Come Funziona la Formula 2?

In questa competizione tutti i piloti corrono con la stessa auto realizzata, come detto in precedenza, dall’azienda italiana Dalla. Si tratta ovviamente di una monoposto molto simile a quelle che vengono utilizzate in Formula 1, ma con motori e cilindrata più piccoli. Ogni scuderia può leggermente modificare le caratteristiche tecniche e, soprattutto, quelle grafiche. Ci sono in totale 11 squadre, di cui alcune presenti anche in F1 e quindi 22 piloti. Molte scuderie presenti in F1, poi, utilizzano questa competizione per lanciare i loro piloti provenienti dall’Accademy e testarne definitivamente le qualità tecniche e mentali.

I circuiti su cui si corre sono gli stessi della F1 e le gare avvengono negli stessi weekend, anche se ovviamente alcune ore prima, così da far trovare in perfette condizioni il percorso. Si svolgono due gare per ogni tappa.   

La Formula 2, poi, gode di ottima salute anche per quanto riguarda il seguito di tifosi, amanti delle offerte bookmaker e pubblico appassionato di velocità. Le gare vengono mostrate in ben 100 nazioni ed ogni tappa ha un seguito di quasi 8 milioni di telespettatori in diretta. A queste, poi, bisogna aggiungere tutti quelli che invece guardano le corse in differita o guardano solo alcuni spezzoni. 

La Superlicenza

Ottenere dei risultati in Formula 2 permette ai piloti di ottenere la Superlicenza, ovvero l’autorizzazione necessaria per approdare in Formula 1. In pratica, sono necessari 40 punti nel corso dei tre anni successivi alla richiesta della Superlicenza. Per ottenerli c’è un preciso punteggio che viene assegnato in base al piazzamento finale dei piloti nella classifica geraniale. I primi tre, ad esempio, ottengono tutti i punti necessari, mentre il quarto ne riceve 30 e il quinto 20 punti. 

I Talenti Passati dalla Formula 2 alla Formula 1

Come detto, questa categoria è nata con l’intenzione di mettere alla prova i ragazzi in una monoposto che ricordi quelle di Formula 1 e sugli stessi circuiti. In questo modo i talenti avrebbero potuto compiere il salto nella massima competizione mondiale automobilistica senza alcun problema. Ed effettivamente, per molti è stato proprio così. 

Nel 2005, ad esempio, Nico Rosberg, nella prima stagione della GP2 a bordo della ART Gran Prix riesce a vincere il campionato dopo un lungo testa a testa con Heikki Kovalainen, altro volto noto della F1 (in cui passa nel 2007). Per lui arriva immediatamente la chiamata in Formula 1 dalla Williams. Dopo 10 anni di carriera tra William e Mercede, ottiene diversi piazzamenti importanti nella classifica finale e, soprattutto, la vittoria del titolo iridato nel 2016, anno in cui decide di ritirarsi da campione in carica. Lo stesso anno passa anche Scott Speed.

L’anno successivo approda in GP2 Lewis Hamilton, giovane pilota inglese, che si impone immediatamente con cinque vittorie e 14 podi in 21 gare. Alla fine dell’anno arriverà il titolo e la chiamata nella Formula 1 con la Mercedes. Ovviamente, raccontare la storia di Hamilton, sarebbe superfluo visto che ha vinto per ben sette volte il titolo iridato ed è un punto di riferimento per tifosi e appassionati di scommesse live e pre gara. 

Nel corso degli anni, poi, sono quasi 40 i piloti che hanno effettuato il passaggio tra la Formula Due e al F1, tra cui Sergio Perez, Pierre Gasly, Antonio Giovinazzi, Charles Leclerc e Niko Hulkenberg.

Conclusione 

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