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L’asso di picche, la carta della morte

Proprio come le settimane dell’anno, i mazzi di carte contengono 52 carte. Queste carte sono divise in 4 gruppi: diamanti (♦), cuori (♥), spade (♠) e fiori (♣), ciascuno con 13 carte. Nel mazzo però, c’è ne una che da molte generazioni genera miti e leggende attorno ad essa. Stiamo parlando dell’asso di picche, nota anche come la carta della morte. Le storie che circolano su questa carta hanno dell’incredibile, a tal punto che noi di NetBet abbiamo voluto scriverci un articolo.

Il segno della morte

Nel Settecento, l’alto livello di popolarità raggiunto dai giochi di carte portarono i governi a imporre una tassa sulla produzione e la vendita delle carte, imponendo una stampa ufficiale dell’asso di picche. Tanto che ancora oggi, i produttori usano questo design per posizionare i loro loghi. Questi loghi ufficiali avrebbero dovuto bloccare il contrabbando delle carte, pratica molto in voga all’epoca. La gente dell’area portuale di quel tempo contrabbandava mazzi di carte per divertirsi nei periodi nei quali non stavano a mare, e vendere un mazzo di carte senza logo era considerato era ora considerato illegale. Il contrabbando diventò quindi una pratica estremamente pericolosa, addirittura punibile con la morte in caso l’individuo fosse stato preso a vendere mazzi non tassati.

L’influenza del nome e del design

Da sempre, il design delle carte cambia a seconda delle culture regionali dove vengono prodotte. Ad esempio, gli italiani erano consoni rappresentare le picche con una spada, mentre i tedeschi optarono per una foglia in piedi su un ramo. I francesi, responsabili della diffusione del gioco moderno, preferirono affidarsi al design tedesco. Il nome del gruppo invece è sempre stato associato alla guerra e alla morte. I francesi come gli italiani lo chiamano “piques” o Picche, un’arma composta da una lungo asta di legno e da una lama appuntita, simile ad una lancia. Da notare come in inglese, la parola “spade”, sia usata anche per indicare un tipo di pala, solitamente usata per scavare tombe.

La diffusione della leggenda in tempo di guerra

Durante la seconda guerra mondiale, la storia dell’asso di picche cominciò a diffondersi tanto che i giapponesi decisero di imprimere l’asso di picche sui loro elmi nelle loro missioni kamikaze. Già durante la guerra del Vietnam, gli americani scoprirono che i vietnamiti temevano questa carta, proprio a causa della leggenda attorno all’asso di picche. Da qui, venne l’idea a due luogotenenti delle truppe americane di richiedere una grande quantità di queste carte per spargerle in giro per i villaggi. Gli americani, quindi, usarono queste carte per creare una sorta di terrore psicologico con i loro nemici, spargendole sui campi di battaglia e lasciando un asso di picche su ciascuno dei corpi delle loro vittime.