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Storia del Totocalcio: il Sogno Italiano

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Oggigiorno il mondo delle betting online ha fatto passi da gigante e, probabilmente, continuerà a farli senza dubbio. Ormai si può giocare su qualsiasi tipi di evento, ci sono centinaia di mercati e anche decine di tipologie di puntata diverse tra loro. C’è da dire, però, che almeno in Italia il settore delle scommesse è legato ad un gioco in particolare, ovvero il Totocalcio, che tutt’ora esiste ma che fino ad alcuni anni fa era l’unico gioco con montepremi che riguardava il mondo del calcio. E in questo articolo vedremo tutta la storia Totocalcio. 

E bisogna dire che tra gli anni ’80 e ’90, tutti in Italia, almeno una volta nella vita hanno contribuito a realizzare una schedina del Totocalcio o hanno sognato di fare Tredici e di cambiare la propria vita. 

Storia del Totocalcio: Un Sogno Italiano 

La Prima Schedina

L’idea di realizzare questa schedina venne a tre persone: Massimo Della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo, precisamente nel 1946, anche se è bene sottolineare che allora non si parlava ancora di Totocalcio, visto che questo nome arriverà dopo. Il primo nome, infatti, era SISAL, che poi è l’acronimo di Sport Italia Società a Responsabilità Limitata.

In pratica, la schedina era composta da dodici gare di cui bisogna dare il risultato scegliendo tra 1X2. Non c’erano quote calcio come avviene negli ultimi anni. La prima partita presente sulla prima schedina pubblicata il 5 maggio 1946, era Inter-Juventus, il derby d’Italia. 

A seguire, poi, c’erano Torino-Milan, Bari-Napoli e Livorno-Roma. Questi quattro match, infatti, facevano parte del girone finale Divisione Nazionale. A questi, poi, si aggiungevano altre otto gare tra le divisioni inferiori e la Coppa Italia. Per vincere la schedina, poi, era necessario indovinare almeno 11 pronostici. 

Il Nome

Come detto, inizialmente il gioco era definito SISAL dal nome della società che lo aveva creato nel 1946. Solo due anni dopo, però, il gioco passò al Monopolio di Stato e quindi cambiò nome, diventando Totocalcio. In realtà, la formula completa è Totalizzatore calcistico, abbreviato poi in Totocalcio, un nome che entrerà nella storia dei giocatori italiani e che, come detto, sarà il padre del gioco scommesse

La Prima Vincita

La prima persona a vincere una schedina della SISAL-Totocalcio, entrando così nella storia del gioco e d’Italia, fu Emilio Biasotti, residente a Milano ma originario di Roma. Era il 21 Luglio 1946, quindi erano appena passati un paio di mesi dalla nascita di questo gioco e la vincita fu davvero incredibile, almeno considerando il periodo. 

Biasotti, infatti, vince 463.846 lire. Per darvi l’idea di quanto fosse importante questa vincita, basta considerare che il prezzo della schedina era di 30 lire e che, quindi, la vincita era pari ad oltre 15 mila volte l’importo speso. 

Un altro dato che ci offre l’idea di cosa stiamo parlando è che la cifra vinta equivaleva a quattro anni di stipendio di un lavoratore medio italiano all’epoca. Insomma, sono numeri da capogiro che hanno sicuramente contribuito affinché tutti gli italiani iniziassero a sognare di poter cambiare la loro vita grazie al Totocalcio. 

Biasotti, per vincere la prima schedina, dovette pronosticare in mentirà corretta tutti i dodici risultati tra c’era la vittoria del Milan nel derby con l’Inter, la vittoria del Torino in un altro derby di giornata, ovvero quello con la Juventus, la vittoria del bari con la Roma e il Pro Livorno che vince con il Napoli. A queste, poi, si aggiungono altre otto gare delle serie minori e delle coppe nazionali. 

Il Tredici

La Storia del totocalcio non può essere separata da quella del tredici. In realtà, però, come visto in precedenza, all’inizio le gare in schedina erano solo dodici. A queste, poi, se ne aggiungevano altre due ma solo come riserva da utilizzare in caso di sospensioni o rinvii delle dodici gare principali.  

La tredicesima gara effettiva arriva nella stagione 1950-1951. Da questo momento, quindi, inizia a diffondersi a macchia d’olio l’espressione “fare tredici” che entra anche nel gergo comune per indicare qualcosa di fortunato. 

Come Funziona il Montepremi del Totocalcio?

La storia del Totocalcio, infatti, non può non essere strettamente collegata dal fatto che le vincite sono alte ed è per questo che i giocatori sognano di fare Tredici. Se avete mai giocato al Totocalcio, però, vi sarete resi conti che i premi cambiano sempre da una settimana all’altra. E questo succede in particolare per due fattori.

In poche parole, dobbiamo iniziare a dire che è un gioco con totalizzatore. Il montepremi a disposizione dei potenziali vincitori, infatti, deriva dal numero di schedine giocate in quel concorso. E viene poi stabilita una somma per i vincitori del Tredici e una somma per chi totalizza dodici eventi indovinati. Quindi, questo è il primo motivo per cui i premi non sono mai gli stessi. 

C’è poi un altro fattore, ovvero il numero di vincitori. Se, infatti, ci sono diversi vincitori del tredici, questi dovranno dividersi il montepremi. Qualora, invece, il vincitore fosse solo uno in tutta Italia, allora otterrebbe tutto il montepremi. Nel caso in cui nessuno riuscisse a fare tredici, allora la somma verrà destinata al montepremi successivo. Ed è anche per questo che quando per più giornate nessuno fa Tredici, si arriva a premi altissimi. 

I Record

Giusto per fare due esempi, possiamo prendere in considerazione il concorso del 5 dicembre 1993, in cui c’è stato il montepremi più alto di sempre, pari ad oltre 34 miliardi di lire. In quel caso, però, i Tredici vinsero solo dodici milioni di lire a testa, ma questo perché ce ne furono 1.472 in totale. È un numero davvero altissimo dovuto dal fatto che tra le partite in schedina non ci fu nessuna particolare sorpresa. 

A novembre del 1993, invece, ci fu la vincita più alta per chi indovinava tutti i pronostici, ovvero 5 miliardi a testa. Una differenza rispetto ai 12 milioni che spettavano al vincitore solo un mese dopo, dovuta dal fatto che i vincitori furono solo tre a dividersi l’intero montepremi.